Per il volontario

Quale volontario lei è la prima persona ad avere interesse che il suo lavoro sia riconosciuto. Intraprenda quindi i passi necessari affinché le sue capacità e competenze siano apprezzate e tenute nella giusta considerazione. Le consigliamo di seguire le tappe seguenti.

Il calcolo del tempo di lavoro consente di avere una visione d’insieme delle attività di volontariato svolte. Le consigliamo di annotare su un quaderno i dati relativi alle rubriche sotto indicate. Potrà in seguito riportarli sull’attestato di volontariato al termine dell’impegno di lavoro o al momento in cui inoltrerà una domanda d’impiego.
Per gli impegni di breve durata basta una riga. Se svolge contemporaneamente diverse attività importanti può compilare una scheda per ogni istituzione. Vanno precisati:

  • il nome dell’istituzione,
  • le funzioni svolte e i settori di attività,
  • le ore di lavoro effettuate per settimana, mese o settore di attività.

Chieda quindi a un responsabile di attestare per iscritto il suo impegno.

L’organizzazione per la quale lavora come volontario le ha offerto giornate di formazione specifica, corsi di introduzione o di perfezionamento; ha inoltre partecipato a seminari e conferenze. Annoti tutte queste attività sulla scheda corrispondente e chieda alla persona responsabile di firmarla, o faccia apporre il timbro dell’istituzione responsabile. Non esiti a richiedere un attestato.

Questa contabilità può sembrare laboriosa e noiosa. La consideri come un «giornale di bordo» che potrà tornare utile in molte occasioni. Essa ha anche lo scopo di indurre gli organismi a stilare il bilancio sociale: in futuro il lavoro volontario potrà eventualmente essere tenuto in conto per il calcolo delle prestazioni dell’AVS o delle deduzioni fiscali.
L’«attestato» può essere utilizzato come certificato di lavoro. Dovrà quindi contenere dati chiari, precisi e verificabili sulle sue attività di volontariato. Può essere compilato da lei stesso, dal responsabile dell’istituzione oppure dal beneficiario della prestazione. In seguito dovrà essere firmato da una persona di riferimento dell’ente.

L’«attestato» contiene:

  • i suoi dati personali;
  • indicazioni precise sull’organizzazione interessata: settore di attività, tipo di utenti ai quali si rivolge;
  • la descrizione dell’attività da lei svolta e della funzione rivestita, nonché informazioni sulla frequenza e la durata del suo impegno;
  • le risorse, le esperienze e le competenze impiegate o sviluppate nel corso di tale attività.

L'attestato portà essere utile:

In seno all’organizzazione:

  • in occasione di un colloquio sul lavoro svolto, per definire i compiti, i diritti e i doveri del volontario;
  • in occasione di una valutazione intermedia o di un cambiamento di compiti o di responsabilità.

Al di fuori dell’organizzazione:

  • per un dossier di qualifica o un attestato di competenze;
  • per una domanda d’impiego o una domanda di iscrizione ad una formazione per adulti;
  • per una candidatura a una carica politica o a una funzione in seno ad un’ associazione.

L’«attestato» può essere corredato di altri documenti comprovanti la sua attività, come per esempio lettere di ringraziamento, fotografie, articoli di stampa, verbali, programmi di attività. Conservi questi documenti insieme all’«attestato».
Non dimentichi di menzionare nel suo curriculum vitae le attività di volontariato per le quali dispone di un’attestazione.